Foresta Umbra - Incontaminata Natura del Gargano

Sul Gargano, anticamente il Garganus mons, il lembo di terra più settentrionale della Puglia, lo sperone d’Italia, pregustando il profilo frastagliato e a tratti vertiginoso delle coste di Vieste, Peschici e Rodi Garganico, il visitatore più paziente può decidere di prolungare l’attesa e avventurarsi in un itinerario alternativo a quello offerto dalla parimenti interessante strada litoranea.

Ed ecco che il percorso di 67,2 Km circa, si trasforma in una delle mete del viaggio, forse la più significativa. Attraversando la Riserva Naturale Foresta Umbra, la porzione più antica di quello che dal 1995 è diventato il Parco Nazionale del Gargano, sulla strada statale 528, in macchina o in moto, si avverte immediatamente la sensazione di trovarsi in un posto speciale.

Nei quattrocento ettari di estensione che accolgono il visitatore, si deve rallentare la marcia, non solo per ragioni di sicurezza personale e altrui, ma perché doveroso è il silenzio in questa millenaria foresta che comprende i comuni di Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo, Vieste, Carpino e Peschici.

Mentre la strada continua a inerpicarsi, (si raggiungono circa 800 m di altitudine), tra curve sempre più frequenti, s'incontrano faggi altissimi, che rappresentano una pozione consistente della flora umbra, alcuni raggiungono 1,20 m di diametro, situati per lo più nell’area superiore, cerri e querce, soprattutto nella zona intermedia, insieme a carpini, aceri e tigli, infine i lecci, nella sezione bassa e mediterranea della foresta. Sono state individuate più di 2500 specie botaniche in questo habitat e una varietà di orchidee spontanee che è possibile ammirare in certi periodi dell’anno.

Per godere pienamente di questo luogo si consiglia di abbandonare il mezzo e continuare la scoperta di quest'antica e ombrosa selva a piedi. La molteplicità dei sentieri è imbarazzante, ben quindici attrezzati e percorsi didattici, per grandi e piccini. Dalla zona A, l’antro più profondo della foresta, in cui l’accesso è negato al pubblico, “affiora” la popolazione della riserva, specie animali comuni e rare convivono in questo luogo: cinghiali, caprioli, picchi, donnole, daini, volpi e gatti selvatici.

Dopo l’escursione, libera o guidata, il turista può decidere di sostare in una delle svariate aree pic-nic attrezzate, rivolgersi presso una delle strutture convenzionate presenti nella foresta o più semplicemente consumare un frugale pasto nei pressi del laghetto artificiale e trovare ristoro sotto l’ombra di una grande quercia.

La Foresta Umbra è sopravvissuta a conquiste, usurpazioni e cessazioni di Re e principi di ogni sorta, giungendo sino a noi per ricordarci che quello che davvero conta è destinato a restare e per comunicare ai suoi visitatori nell’apparente silenzio e solitudine del suo ambiente, il reale equilibrio tra uomo e natura.

 

Articolo scritto da "Marianna Lassandro".

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